Ebbene sì, anche tu molto probabilmente ti stai facendo sfilare da sotto al naso un sacco di clienti dalla concorrenza. Il tutto in maniera legale e sotto gli occhi di tutti.

“Aspetta, mi prendi in giro?”

“Assolutamente no: seguimi e ti dirò esattamente come questi furbetti ti stanno rubando clienti e fatturato ogni singolo giorno dell’anno”

La causa di tutto questo è un particolare tipo di pubblicità molto astuta e furba, e per di più quasi a costo zero.

Tradizionalmente la pubblicità si utilizza “in attacco”, ovvero per aggredire la domanda di un potenziale pubblico interessato e portarlo a compiere un’azione con te (un download, una mail, ecc). Giustissimo, ma essendoci tantissima concorrenza, il costo per questa pratica è mediamente alto, e ogni click che le persone faranno sui tuoi annunci, per quanto la campagna sia ottimizzata, ti costerà parecchio. Tali inserzioni infatti sono gestite da un’asta: molto democraticamente, chi offre più euro per click apparirà prima o più spesso degli altri.

Molto astuti Google, Facebook e tutti gli altri…per la serie “scannatevi pure tra di voi così noi ci arricchiamo ancora di più”.

Quello che quasi nessuno ti dice però è come utilizzare la pubblicità in maniera totalmente differente da quella tradizionale per sfilare i clienti alla concorrenza per pochi spiccioli.

Vi è una tecnica che permette di acquisire clienti in maniera molto scaltra e quasi a costo zero, grazie alla quale i tuoi competitors più furbi ti sfilano da sotto al naso clienti ogni giorno senza che nemmeno tu te ne accorga.

E la cosa più bella è che da oggi potrai farlo anche tu, ricambiando loro il favore.

Tra poche righe ti svelerò tutto quanto, ma prima permettimi di fare una fondamentale premessa e chiarire cosa si intende per “domanda” di uno specifico pubblico.

Esistono infatti due tipi di domanda: quella “latente” e quella “consapevole”.

Cosa vuol dire?

Per ipersemplificare il concetto, possiamo dire che la domanda latente è ad esempio quella degli utenti Facebook/Instagram, che non sanno ancora di cosa hanno bisogno, ma stimolati nella maniera corretta tramite un annuncio visivo/testuale, vengono convinti di aver bisogno di un prodotto o di un servizio e iniziano il processo che li porterà all’acquisto.

La domanda consapevole invece è quella che ad esempio si manifesta quando facciamo una ricerca su Google: “Hotel 3 stelle a Roma”. Quando faccio una ricerca di questo tipo la mia domanda è molto specifica, so esattamente cosa voglio e cosa sto cercando e non ho bisogno di essere stimolato per far crescere il bisogno dentro di me. Ho già quel bisogno e cerco una risposta immediata al mio problema. Tramite gli annunci sponsorizzati di Google ADS ad esempio, è possibile intercettare la domanda consapevole degli utenti e far apparire le nostre inserzioni per aggredire il pubblico e portarlo all’acquisto da noi.

Chiariti questi concetti, quello che a noi interessa in questo momento è la domanda diretta, ed è proprio intercettando quella in maniera corretta che la concorrenza ti ruba clienti.

Voglio farti un esempio con un hotel in maniera da rendere tutto di facile comprensione anche a te che non sei addetto ai lavori. Il nostro hotel di fantasia si chiama “Hotel Mario”, ha una piscina e si trova a Roma.

Secondo quanto detto prima, Hotel Mario vuole fare pubblicità in attacco su Google ADS per intercettare la domanda consapevole di chi cerca “hotel a Roma con piscina”.

Quindi il proprietario dell’hotel si precipita su Google ADS e imposta una campagna pubblicitaria dove ogni volta che le persone cercano “Hotel a Roma con piscina” apparirà l’annuncio di “Hotel Mario” tra i primi risultati della ricerca.

Le persone lo cliccheranno e, se l’hotel in questione avrà fatto i “compiti” a dovere, al termine di questo percorso prenoteranno il soggiorno da lui.

Tutto molto bello, se non fosse che l’Hotel Mario ha commesso un errore MICIDIALE che gli costerà letteralmente migliaia di euro di fatturato, profitti e vendite persi per sempre.

Non si è coperto in difesa.

Ebbene sì, esattamente come quando giochi una partita di calcio, non puoi pensare solo ad attaccare, devi anche difendere, altrimenti gli avversari attaccheranno la tua porta sguarnita e segneranno un goal dopo l’altro.

Hotel Mario non ha fatto una cosa FONDAMENTALE per chiunque abbia un’attività: non ha coperto il proprio nome!

Senza nemmeno rendersene conto infatti, Hotel Mario è diventato un nome famoso negli anni, e siccome non ha analizzato a dovere i dati, non sa che le persone vanno su Google e spesso cercano direttamente il suo nome.

Quindi gli utenti vanno nella barra di ricerca scrivono “Hotel Mario” nudo e crudo, trovano il suo sito e prenotano da lui.

Devi capire che l’utente medio non si metterà mai a scrivere www.hotelmario eccetera eccetera. Chi ti conosce per il tuo nome, entra su Google e digita nella barra di ricerca il tuo nome, fine.

E qui casca l’asino.

“Hotel Alice” (altro nome di fantasia) che è più furbo di Hotel Mario, vede che Hotel Mario non si è coperto e imposta una campagna su Google ADS dove ogni volta che le persone cercano “Hotel Mario”, appare l’inserzione di “Hotel Alice”, rubandogli da sotto al naso un cliente dopo l’altro.

Per di più, per quanto il nome di Hotel Mario possa essere famoso, la concorrenza all’asta delle inserzioni sarà sicuramente minore che per una ricerca “hotel a Roma con piscina”, e quindi Hotel Alice che è molto astuto, spenderà pochissimi spiccioli per i propri annunci, rubando fatturato e utili a Hotel Mario che faticosamente si è fatto un nome negli anni.

Questa tecnica si chiama “sfruttare la fama di un brand” ed è in realtà più popolare di quanto tu possa immaginare.

Questa è la stessa IDENTICA tecnica che usano Booking o Just Eat per sfilarti clienti letteralmente da sotto al naso alla luce del sole e rivenderteli a caro prezzo piantandoti nella schiena onerose commissioni.

Non mi credi? Provalo da te.

Se hai un locale che è inserito su Just Eat, o un Hotel che è presente su Booking, (o semplicemente ne conosci uno presente all’interno di questi portali) vai nella barra di ricerca di Google e digita il nome dell’attività in questione.

Vedrai che apparirà come primo risultato un annuncio sponsorizzato con il nome dell’attività sul sito del portale pronto a pugnalare nella schiena il malcapitato di turno.

Mi raccomando, ricordati sempre una cosa: invece che pensare a spendere centinaia di migliaia di euro in pubblicità in attacco, ricordati SEMPRE di coprire il tuo nome per non farti fregare dalla concorrenza.

Una buona campagna si basa sempre sia sull’attacco che sulla difesa.

Costerà sicuramente di più, su questo non vi è alcun dubbio, ma il prezzo da pagare sarà sempre meno che farsi fregare i clienti dalla concorrenza sotto al proprio naso.

Se anche tu vuoi una difesa blindata che preservi la tua azienda dagli attacchi sempre più spietati e subdoli della concorrenza, e vuoi al tempo stesso spazzare via una volta per tutte i tuoi competitors “furbetti” rubando loro clienti per pochi spiccioli, ti aspetto

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Gabriele